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La RFFA s’ha da fare

Opinione Liberale, pagina 11, venerdì 17 maggio 2019

La riforma fiscale e finanziamento dell’AVS è complicata e intrigante ma allo stesso tempo molto importante, per noi giovani in particolare. Per ogni franco di gettito fiscale perso a causa della riforma dell’imposizione delle imprese, un altro franco sarà versato nelle casse dell’AVS. Rappresenta un buon compromesso politico che permette al nostro Paese di restare attrattivo e competitivo, adeguando le leggi agli standard dell’UE e dell’OCSE. Con il rischio che importanti aziende scelgano di lasciare la Svizzera, non sarebbe stato ragionevole abolire tout courti privilegi fiscali finora in vigore: ecco perché che l’idea di introdurre degli incentivi, come deduzioni fiscali per ricerca e sviluppo, è molto positiva. Si va così a riconoscere chi decide di investire nel futuro permettendo al nostro Paese di fare progressi: posti di lavoro per i giovani, benessere sociale e più certezza giuridica per le aziende. I contrari dicono che questa riforma sia “Zückerli-Politik”perché accontenta pochi senza affrontare il vero problema del sistema pensionistico svizzero. Attenzione! La RFFA non è la riforma dell’AVS, ma è solo il primo passo di un lungo percorso. Nessuno mette in dubbio che sia essenziale una riforma strutturale che risolvi definitivamente il problema. Alla recente assemblea dei delegati il nostro partito ha dimostrato di voler lavorare nell’interesse del nostro Paese: il nostro sistema pensionistico dei tre pilastri è a rischio se non lo adattiamo alle nuove circostanze; per questo motivo è importante adeguare i regimi pensionistici alla realtà demografica e rendere il sistema pensionistico più flessibile. In questo modo potremo garantire una pensione ai giovani di oggi. Quindi, non facciamoci spaventare dal tanto invocato principio dell’unità della materia o da meri slogan cartellonistici: per amore della Svizzera, il 19 maggio un chiaro Si alla RFFA!